the world's fastest Indian
I post si diradano, e le avventure in moto si prendono una pausa proprio all'inizio della stagione migliore. Proverò a scriverne comunque, delle avventure in sella a ragnola. Anche se in sella non ci potrò salire per un po'. Anche se con queste giornate è una pena. A breve, se e quando sarà il caso di pubblicarle, le motivazioni di un abbandono forzato, ma temporaneo. Nel frattempo, cercherò di non chiudere per lutto.E così mi sono dato alla documentazione. D'altra parte, se davvero bisogna avecci una memoria storica, è bene che continui sulla falsariga del post precedente, e resista alla tentazione di improvvisarmi meccanico. Sarà il caso che prima mi dedichi alla parte storico-letteraria, per il momento l'unica digeribile sull'argomento motori da chi come me si ritrova convinto ogni giorno di più che dentro le gomme ci siano i criceti, a far girare le ruote.
Non ricordo neanche com'è che mi ci sono imbattuto, ma neanche dieci giorni fa mi è capitato sottomano Indian - La grande sfida. Film più che godibile, nonostante le recensioni online lo ammazzino un po' per una supposta vena di buonismo. E' La storia, affascinante, di Mr. Burt Munro e della sua Triumph, in viaggio dalla Nuova Zelanda agli USA per correre a palla sul lago salato di Bonneville. Fila veloce, il film come il protagonista, fino alla fine della pellicola, complice il buon vecchio Anthony Hopkins nei panni del vecchio motociclista neozelandese. Ed è un invito ad approfondire la questione, a partire dalla storia di un folle, fino a tutto un mondo che ruota attorno alla velocità, soprattutto, ma in buona parte anche alla voglia di andare in giro con gli occhi un po' più curiosi del solito.Lungi da me voler cominciare a recensire film, alcuni dettagli in più su Indian li trovate qui. Alla fine andare in giro per il mondo, anche con uno scopo folle come quello di correre a palla su una stesa piatta di sale, è un bel modo di raccogliere abbastanza idee, facce, parole da raccontare una storia. O da diventare parte di una storia.
La storia, nel dettaglio, l'ho trovata sul sito di un fogato di Triumph, ed è un buon inizio, nonostante la velocità smodata non sia proprio in cima ai miei interessi, e prediliga di gran lunga le gite lente e i viaggi lunghi. Sto ancora cercando, guardandomi in giro, raccogliendo idee ed indizi. Nel frattempo, saltabeccando da un link all'altro, sono voluto andare a vedere che ne è stato delle Indian oggi.A leggere di Munro, a vedere il film, l'impressione era che si trattasse di storia. Principalmente di storia passata ,a velocità smodata, sul lago salato di Bonneville. Per carità, sempre roba fica anni 70, ma roba giunta alla fine di un ciclo vitale.
Con una certa sorpresa, dettata dall'ignoranza, sono andato a scoprire una produzione di nicchia, a costi proibitivi, di gioiellini - in verità al limite estremo dell'aggettivo 'tamarro' - come quello qui accanto. Evidentemente è una storia che continua. Percorre altre strade, e sembrano essere strade più larghe, con paesaggi più calmi, con ritmi più lenti. La mia signora, per inciso, si è illuminata. Fortuna che non abbiamo tutti quegli euri da spenderci, o sarebbe davvero servito quanto prima un giacchetto di pelle con i peneri! Temo il giorno in cui mi tornerà a casa con una patente A3, un paio di stivali di cuoio marrone e una Harley-Davidson...







