martedì 20 gennaio 2009

regali di natale

Finalmente è passato il natale.
Per me che precariamente vivacchio di turismo le feste hanno voluto dire sostanzialmente delirio, corse, superlavoro e un bordello di gente in giro. Tanto da arrivare sfatto a casa, a metà tra lo stanco dal lavoro e il provato dalle cene sovrabbondanti equamente divise tra amici e famiglia.
Le stesse cene, unite al gelo e agli ultimi (ultimi?) strascichi di pioggia, mi hanno tenuto alla larga dalle gitarelle su due ruote per diversi giorni, complici le rogne di cui ai post precedenti. Complice il Generale Inverno passato come al solito dalla parte sbagliata del pianeta. E complice l'attrezzatura ancora insufficiente ad affrontare i trentacinque chilometri da casa a lavoro senza congelarsi le dita.
Nel frattempo, poco prima che passasse il natale, è passato un omone grasso vestito di rosso. M'ha sorpassato mentre andavo piano con una mano sul motore per cercare di scaldarla. E m'è andato via di seconda, ma lasciando cadere dei regali dal sacco.
Ovviamente, essendo ancora fine linguista più che biker, ed essendo il clima gelido ma inospitale, il tema di fondo è stato di carta e inchiostro. Nell'ordine:
Il primo, Moto Guzzi - Quando le moto hanno l'anima, Oscar Mondadori, che se non melo avesse regalato la Signora melo sarei preso da me. Una panoramica sui personaggi, sui visi, sulle piccole storie e leggende che hanno ruotato attorno al marchio dell'aquila dal '21 ad oggi. Il tutto corredato da un secchio di foto che io, in tutta onestà, avrei speso su pagine più grosse per rendere omaggio ai dettagli. Ma va bene così, il senso del libro è un altro, ed è l'inizio migliore di una nuova sezione della libreria di casa.
Poi, siccome - per dirla col Carlone - bisogna avecci una memoria storica, è il turno di Steve McQueen in edizioni Taschen. Una via di mezzo tra un libro di moto e un libro di foto. La storia di un piccolo pezzo del personaggio, dell'attore e dell'uomo, di un piccolo pezzo del folle guidatore di Triumph, di quelle che a guardarle l'unica cosa che ti viene da dire è "quella moto è dannatamente fica". E basta.
Memoria per immagini, storie vissute tra set, vita privata e incursioni in notturna nel deserto assieme a dei gruppi di biker folli. A compensare le dimensioni scarne del primo, una serie di foto in formato grande scattate con l'occhio del professionista divertito. Memoria storica indispensabile, che va al di là del semplice libro di moto, racconta un uomo e un mondo attraverso simboli, e fa venire una voglia dannata di avere quella Jaguar anni '60 in garage, parcheggiata accanto a quella Bonneville, pronte entrambe per andarsene a giro.
Infine, a chiudere il cerchio dei regali, l'autoregalo. Un bel casco nuovo per la signora a sostituire il Jet tre misure più largo utilizzato come rimpiazzo provvisorio per le gitarelle, che a novanta all'ora ballava e cadeva come un paio di mutande lenti. Un bel sottocasco di seta che - prevedo - userà mezza volta lamentandosi del caldo, e il bel progetto di comprarle un giacchetto tecnico di pelle (coi pèneri?) non appena le finanze lo concedano. Nel frattempo tanto non soffrirà di certo il gelo come me, la mia stufina personale...

(scritto il 29 dicembre)

Nessun commento:

Posta un commento