sulle vie del rèlli again (ma anche della sfiga)
Riborda.

Di nuovo domenica, di nuovo sole, addirittura di nuovo caldo, il primo di novembre. Il mi' fratello sostiene che le stagioni sono due: "l'estate" e "i morti". Il primo di novembre, quindi, dovrebbe essere estate. A quanto pare funziona, e la giornata comincia con: sveglia presta (più o meno), colazione con le crépes che sta diventando un'abitudine, vestizione e partenza.
La solita geodetica, la buona vecchia aurelia sistisics, e poi di nuovo stradine. Con l'asfalto perfetto, pronte per una qualche pièsse del rèlli della maremma, solo che stavolta a bordo strada non c'era il pubblico, ma una trentina di cacciatori sparsi, e un paio di cinghiali sdraiati a pallettoni. Il percorso per intero riportato in basso, senza profumi e immagini sarebbe solo un elenco di nomi.
Degno di nota, tra le curve, l'essersi persi lungo la via e aver trovato per sbaglio Roccatederighi.
Un paesino di cui ignoravo l'esistenza, in cima a un poggio, con le case accatastate a caso e appoggiate ai sassi. Un paesino da tornarci a pranzo, tentare uno dei ristoranti e godersi la vista in basso fino al mare. Fare due foto, stavolta. Tutto il tragitto all'insegna dello zingaro, a girare a caso per vedere dove si va a finire, per ritrovarsi di ritorno a Rondelli con le frecce a puttane per via di un fusibile, e alla ripartenza dal distributore, il cavo frizione schiappato in cima.
La domenica si è chiusa lì all'Agip, con l'intervento della "squadra soccorritori poveri guzzisti", a.k.a. Carlone e Il Campo.
Partenza a spinta, prima messa a forza, viaggio senza stop fino alla venturina (di nuovo Paparo, vede la moto più lui di me...) e riconsegna a domicilio.
Come scusa per imbastire un invito a cena, onestamente, preferivo un compleanno, una laurea, o un finto matrimonio gay. Ma se proprio frizione doveva essere, allora sia. Gliò anche fatto le foto, al cavo stiappàto, ma ho preferito metterci altro. Raccontare poco. E documentarmi su qualche ricambio da portarmi dietro, che se la squadra assistenza guzzisti non era a Orbetello voglio vedere come tornavo a casa...
E stasera cisi nutre: lasagne al forno, melanzane alla parmigiana, e quant'altro possa venire in mente allo chef.
p.s. le foto del rally dela Maremma, che avrei voluto mettere nello scorso post ma che non mi ci entravano, sono di Riccardo Veltroni. Che non conosco personalmente, che ho trovato su flickr e che ringrazio per avermi autorizzato ad usarle. E a cui devo un caffè, come minimo.
Visualizza roccatederighi in una mappa di dimensioni maggiori

Di nuovo domenica, di nuovo sole, addirittura di nuovo caldo, il primo di novembre. Il mi' fratello sostiene che le stagioni sono due: "l'estate" e "i morti". Il primo di novembre, quindi, dovrebbe essere estate. A quanto pare funziona, e la giornata comincia con: sveglia presta (più o meno), colazione con le crépes che sta diventando un'abitudine, vestizione e partenza.
La solita geodetica, la buona vecchia aurelia sistisics, e poi di nuovo stradine. Con l'asfalto perfetto, pronte per una qualche pièsse del rèlli della maremma, solo che stavolta a bordo strada non c'era il pubblico, ma una trentina di cacciatori sparsi, e un paio di cinghiali sdraiati a pallettoni. Il percorso per intero riportato in basso, senza profumi e immagini sarebbe solo un elenco di nomi.
Degno di nota, tra le curve, l'essersi persi lungo la via e aver trovato per sbaglio Roccatederighi.

Un paesino di cui ignoravo l'esistenza, in cima a un poggio, con le case accatastate a caso e appoggiate ai sassi. Un paesino da tornarci a pranzo, tentare uno dei ristoranti e godersi la vista in basso fino al mare. Fare due foto, stavolta. Tutto il tragitto all'insegna dello zingaro, a girare a caso per vedere dove si va a finire, per ritrovarsi di ritorno a Rondelli con le frecce a puttane per via di un fusibile, e alla ripartenza dal distributore, il cavo frizione schiappato in cima.
La domenica si è chiusa lì all'Agip, con l'intervento della "squadra soccorritori poveri guzzisti", a.k.a. Carlone e Il Campo.
Partenza a spinta, prima messa a forza, viaggio senza stop fino alla venturina (di nuovo Paparo, vede la moto più lui di me...) e riconsegna a domicilio.Come scusa per imbastire un invito a cena, onestamente, preferivo un compleanno, una laurea, o un finto matrimonio gay. Ma se proprio frizione doveva essere, allora sia. Gliò anche fatto le foto, al cavo stiappàto, ma ho preferito metterci altro. Raccontare poco. E documentarmi su qualche ricambio da portarmi dietro, che se la squadra assistenza guzzisti non era a Orbetello voglio vedere come tornavo a casa...
E stasera cisi nutre: lasagne al forno, melanzane alla parmigiana, e quant'altro possa venire in mente allo chef.
p.s. le foto del rally dela Maremma, che avrei voluto mettere nello scorso post ma che non mi ci entravano, sono di Riccardo Veltroni. Che non conosco personalmente, che ho trovato su flickr e che ringrazio per avermi autorizzato ad usarle. E a cui devo un caffè, come minimo.
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