giovedì 3 dicembre 2009

si può FARE! (manutenzioni disordinarie della scossa)


E' costato una sera in garage con la colonna sonora dei Vanilla Fudge, un po' di mani sporche, una decina di fusibili in tutto. Un po' di cazzeggio sul forum di Anima Guzzista. E un tester col fusibile bruciato bypassato con una vite.
E' toccato imparare a smontare il serbatoio, attaccare e staccare dei cavi e dei connettori e rendersi conto che il DEMONIO governa gli impianti elettrici. Stare attenti a non prendere la SCOSSA. Ma seguendo un po' di consigli sparsi ce l'abbiamo fatta.
La moto bruciava un fusibile ogni due minuti, le luci di posizione facevano le bizze, ero costretto da dieci giorni a andare in giro solo di giorno e le visite al Santuario della Madonna di Montenero e dal Mago Sili sul lago dell'Accesa non erano bastate. Urgeva l'intervento della SCÈNZA.

Queste erano le istruzioni racimolate sul forum da ranabout, debitamente invitato a una cena di ringraziamento, che se vorrà venire da Rieti sarà il benvenuto:

Smonta il serba.

(e questa era facile)

ai lati del cannotto di manubrio, in verticale, dovresti avere un paio di connettori pakard da dieci poli. Dovrebbero essere quelli che connettono i blocchetti elettrici.

E qui già la cosa si complica: i connettori erano treoqquattro, uno da 15, uno da 3, uno da 8, più o meno, messi a caso.


Stacca il destro, ma assicurati che sia quello relativo al blocchetto destro.
Alimenta con quadro acceso. Accendi le frecce. Dovresti vedere che ti funzionano regolarmente.


Infatti.

Ora spegni il quadro e le frecce. Riattacca il pakard di prima. Stacca il connettore indicato con 41 nello schema elettrico, dovrebbe trovarsi a ridosso delle bobine, sempre sotto al serba.

Il problema è che nell'impianto elettrico della mia moto cià messo le mani direttamente Satana.
Ma era briào.
E quindi il tutto ha una logica, ragionandoci su anche uno come me capisce che torna, che la batteria manda la SCOSSA seguendo i fili, che vanno (chissaccome) nei posti giusti. Al momento giusto. Il tutto ha una logica, dicevo, ma NON riconducibile ad uno schema elettrico: è una logia - perlappunto - da briào.
Qualcosa comunque, a ridosso delle bobine (ah, la mia moto ha delle bobine?), c'era. S'è staccato quello (ammesso che quelle fossero le bobine).


Stacca il connettore che porta corrente alle luci posteriori di posizione, il cui connettore dovrebbe trovarsi nel vano batteria, sulla sinistra.
Dai corrente col quadro e prova ad accendere le frecce e la posizione.
Il fusibile salta?


Macché. Dopo 4 fusibili bruciati per capire che l'F3 mandava la posizione, son soddisfazioni! Il fusibile regge, anche se è solo da 10A. Meno male, perché la scorta la stavo esaurendo. Dovrò trovare qualcuno che vada in missione a prenderne un altra sacchettata, perché se torno al negozio e gli chiedo altri fusibili per la scorta mi pigliano per matto.

Se non salta e le frecce sono accese, prova a riattacare, sempre col quadro acceso e le frecce e la posizione inserita, il connettore che si trova a lato della batteria. Salta qualcosa? Se sì, il problema si trova tra quel connettore e il portalampada posteriore.

E tutto questo solo per capire che c'era un problema dalle parti del CULO...
Da lì a vedere dove, è bastato testare il connettore per vedere su che filo era la dispersione (beh, giusto per riprova: se saltava il fusibile della posizione forse era evidente che fosse la linea della posizione, ma... ve l'ho già detto che per me la moto in realtà funziona per diretto intervento della madonna?), smontare il faro posteriore, e controllare i faston. Che toccavano dove non dovevano toccare. E per quanto ho capito, alla fine della storia, facevano andare troppa SCOSSA.
Che è male.
Ci siamo risparmiati di dover sbuzzare il filo e controllarlo centimetro per centimetro, alla fine ci siamo pure divertiti. Ora non resta che mettere in pratica l'ultimo consiglio:

accendi il quadro, accendi il motore e vatti a fare un luuuuuungo giro!

Rocchenròll. E alla faccia di chi ci vòle male!
E alle manutenzioni ripensare poi, contenti comunque che qualsiasi piccola segata con un po' di volontà, del tempo, i giusti attrezzi e "a little help from my friends" si può risolvere. Su una Guzzi.

P.S. L'illustraz. educativa in cima è tratta dal "Libro Cuore (forse)" dell'Esimio Maestro Federico Maria Sardelli, senza permesso alcuno, e mi auguro non mene voglia lui né soprattutto il suo avvocato. Il commento di féisbuc è del Grande Capo Manutentore, che poi sarebbe il mi' fratello, che poi sarebbe il padrone dell'Insetto Scoppiettante.

mercoledì 18 novembre 2009

pa-ten-ta-to!

Avevo in mente di scrivere un post sulla missione, sull'esame, sulla gita a Livorno. Con tanti bei consigli, qualche fotìna dell'esaminatore (che non ho fatto perché ero terrorizzato) e di Franc(esc)a che m'ha accompagnato debitamente inguainata in un pajo di pantaloniattillatissimi, che fa sempre comodo distrarre l'esaminatore, non si sa mai.
Volevo dissertare sulle impressioni in merito alla motorizzazione di Livorno. Mi son dovuto ricredere: l'esaminatore era una jena precisissima ma molto gentile e educato e motociclista (ex guzzista, rinnegato!). E m'ha graziato.
Volevo scrivere tante belle cosette, ma non ciò tempo: come ho due minuti liberi devo andare a fare un giro in moto :D
Se piove, programmo viaggetti.
Peccato sia novembre, il tempo faccia schifo, e l'unico giro fatto è quello messo qui sotto. Ma ci rifaremo, sicuramente ci rifaremo.

Della piantina, pregevole la stradina che sale a San Carlo. Meravigliosa quella che da Campiglia scende al Cafaggio, ma da fare alla rovescia. Strade brevi, per digerire un pasto veloce. E godersi gli immediati dintorni che potrebbero diventare i dintorni anche per chi capita in zona.


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mercoledì 4 novembre 2009

sulle vie del rèlli again (ma anche della sfiga)

Riborda.

Di nuovo domenica, di nuovo sole, addirittura di nuovo caldo, il primo di novembre. Il mi' fratello sostiene che le stagioni sono due: "l'estate" e "i morti". Il primo di novembre, quindi, dovrebbe essere estate. A quanto pare funziona, e la giornata comincia con: sveglia presta (più o meno), colazione con le crépes che sta diventando un'abitudine, vestizione e partenza.
La solita geodetica, la buona vecchia aurelia sistisics, e poi di nuovo stradine. Con l'asfalto perfetto, pronte per una qualche pièsse del rèlli della maremma, solo che stavolta a bordo strada non c'era il pubblico, ma una trentina di cacciatori sparsi, e un paio di cinghiali sdraiati a pallettoni. Il percorso per intero riportato in basso, senza profumi e immagini sarebbe solo un elenco di nomi.

Degno di nota, tra le curve, l'essersi persi lungo la via e aver trovato per sbaglio Roccatederighi.
Un paesino di cui ignoravo l'esistenza, in cima a un poggio, con le case accatastate a caso e appoggiate ai sassi. Un paesino da tornarci a pranzo, tentare uno dei ristoranti e godersi la vista in basso fino al mare. Fare due foto, stavolta. Tutto il tragitto all'insegna dello zingaro, a girare a caso per vedere dove si va a finire, per ritrovarsi di ritorno a Rondelli con le frecce a puttane per via di un fusibile, e alla ripartenza dal distributore, il cavo frizione schiappato in cima.
La domenica si è chiusa lì all'Agip, con l'intervento della "squadra soccorritori poveri guzzisti", a.k.a. Carlone e Il Campo. Partenza a spinta, prima messa a forza, viaggio senza stop fino alla venturina (di nuovo Paparo, vede la moto più lui di me...) e riconsegna a domicilio.

Come scusa per imbastire un invito a cena, onestamente, preferivo un compleanno, una laurea, o un finto matrimonio gay. Ma se proprio frizione doveva essere, allora sia. Gliò anche fatto le foto, al cavo stiappàto, ma ho preferito metterci altro. Raccontare poco. E documentarmi su qualche ricambio da portarmi dietro, che se la squadra assistenza guzzisti non era a Orbetello voglio vedere come tornavo a casa...
E stasera cisi nutre: lasagne al forno, melanzane alla parmigiana, e quant'altro possa venire in mente allo chef.

p.s. le foto del rally dela Maremma, che avrei voluto mettere  nello scorso post ma che non mi ci entravano, sono di Riccardo Veltroni. Che non conosco personalmente, che ho trovato su flickr e che ringrazio per avermi autorizzato ad usarle. E a cui devo un caffè, come minimo.


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