mercoledì 4 novembre 2009

sulle vie del rèlli again (ma anche della sfiga)

Riborda.

Di nuovo domenica, di nuovo sole, addirittura di nuovo caldo, il primo di novembre. Il mi' fratello sostiene che le stagioni sono due: "l'estate" e "i morti". Il primo di novembre, quindi, dovrebbe essere estate. A quanto pare funziona, e la giornata comincia con: sveglia presta (più o meno), colazione con le crépes che sta diventando un'abitudine, vestizione e partenza.
La solita geodetica, la buona vecchia aurelia sistisics, e poi di nuovo stradine. Con l'asfalto perfetto, pronte per una qualche pièsse del rèlli della maremma, solo che stavolta a bordo strada non c'era il pubblico, ma una trentina di cacciatori sparsi, e un paio di cinghiali sdraiati a pallettoni. Il percorso per intero riportato in basso, senza profumi e immagini sarebbe solo un elenco di nomi.

Degno di nota, tra le curve, l'essersi persi lungo la via e aver trovato per sbaglio Roccatederighi.
Un paesino di cui ignoravo l'esistenza, in cima a un poggio, con le case accatastate a caso e appoggiate ai sassi. Un paesino da tornarci a pranzo, tentare uno dei ristoranti e godersi la vista in basso fino al mare. Fare due foto, stavolta. Tutto il tragitto all'insegna dello zingaro, a girare a caso per vedere dove si va a finire, per ritrovarsi di ritorno a Rondelli con le frecce a puttane per via di un fusibile, e alla ripartenza dal distributore, il cavo frizione schiappato in cima.
La domenica si è chiusa lì all'Agip, con l'intervento della "squadra soccorritori poveri guzzisti", a.k.a. Carlone e Il Campo. Partenza a spinta, prima messa a forza, viaggio senza stop fino alla venturina (di nuovo Paparo, vede la moto più lui di me...) e riconsegna a domicilio.

Come scusa per imbastire un invito a cena, onestamente, preferivo un compleanno, una laurea, o un finto matrimonio gay. Ma se proprio frizione doveva essere, allora sia. Gliò anche fatto le foto, al cavo stiappàto, ma ho preferito metterci altro. Raccontare poco. E documentarmi su qualche ricambio da portarmi dietro, che se la squadra assistenza guzzisti non era a Orbetello voglio vedere come tornavo a casa...
E stasera cisi nutre: lasagne al forno, melanzane alla parmigiana, e quant'altro possa venire in mente allo chef.

p.s. le foto del rally dela Maremma, che avrei voluto mettere  nello scorso post ma che non mi ci entravano, sono di Riccardo Veltroni. Che non conosco personalmente, che ho trovato su flickr e che ringrazio per avermi autorizzato ad usarle. E a cui devo un caffè, come minimo.


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lunedì 26 ottobre 2009

gita domenicale: sulle vie del rèlli


Una settimana di insistenze, di inviti per un giro in compagnia, e alla fine ci siamo ritrovati solo in due.
Bardati entrambi da inverno in una giornata calda, ma calda da lasciare i guanti nel bauletto, per un giro corto in una domenica di fine ottobre. Pochi ma buoni, io e la Signorina Moto Guzzi.
Complice un'ora di sonno che ci ha regalato una sveglia in tarda mattinata anche se in realtà era già mezzodì, rinunciato al pranzo al sacco assieme alla compagnia, la mèta l'abbiamo decisa a colazione: Massa Marittima. Vicina abbastanza da non volerci tutta la domenica, e da non costringerci a rientrare di bujo, e con abbastanza tempo da potersi permettere un'andatura blanda, su vie secondarie, e godersi la campagna autunnale.
L'uscita da Piombino che diventa purtoppo sempre meno agevole, complici i lavori per una rotonda all'ingresso che non accennano a volersi concludere, e la Geodetica che alla lunga stufa, mi hanno fatto venir voglia di stradine di campagna.
Al bivio per il padule di orti-bottagone (che si intravede nel banner in cima alla pagina, sullo sfondo, dietro a quel MERAVIGLIOSO Guzzi Nevada), niente di meglio che svoltare a sinistra: strada stretta e sconnessa, a lato i fenicotteri, il traffico ridotto a ZERO.
Passati in mezzo ai campi, incrociamo soltanto l'Aurelia, per ributtarci subito verso i campi, direzione Casalappi. Passiamo a fianco del castello, della cantina Petra che sembra di essere a Hobbiville, e di lì a poco siamo di nuovo sulla strada di Montioni.


Da lì, il bivio per la Marsiliana comincia che è tutto un programma: strada dove di solito si corre un pezzo di Rally della Maremma, salita dritta a scollettare e via di curve, in mezzo a un paesaggio di campagna meraviglioso, e con il mare che si scorge in lontananza. Uno spettacolo di strada, con l'unico incontro con una macchina settata da gara, in senso opposto, perché...
beh...
il rally della Maremma era quel fine settimana lì. E se s'è potuto prendere la Marsiliana, ahimé, è solo perché l'hanno interrotto per via di un incidente - purtroppo mortale - di uno dei partecipanti.

Scoprirlo per caso cercando qualche foto, il lunedì dopo la girata, non è che sia stato proprio il massimo.
Ignari del fatto, abbiamo proseguito tranquilli verso Massa Marittima, prendendoci finalmente il tempo per un giro come si deve: chiusa la Cattedrale per via di un matrimonio, ci siamo persi un po' per il paese, salendo sul Cassero Senese tanto per mettere alla prova le mie vertigini e godersi un panorama aereo niente male, curiosando in qualche chiesetta minore e vicolo, e prendendo appunti per la prossima volta:
in primavera, informandoci sui giorni di apertura, si tornerà per vedere il frantoio e il museo degli organi meccanici. E far merenda in un'osteria che sembrava niente male (il Gatto e la Volpe, per chi ci fosse stato e avesse da consigliar qualcosa).


Finito il giro, il rientro è col sole negli occhi.
Sperimento finalmente gli occhiali da sole polarizzati prendendo coscienza del fatto che abbassando la visiera entro in un trip psichedelico (credo che non vadano molto d'accordo con la plastica trasparente del casco, non so perché), ma comunque mi salvo la retina e il c**o riuscendo a guidare tranquillo fino a casa, lungo la buona vecchia scorrevole Aurelia, prima che il sole cali.



Il prossimo uichènd, se tutto va bene, si va fino all'Amiata con un Passeggero Speciale.



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giovedì 15 ottobre 2009

(ennesime) manutenzioni disordinarie

E mentre mamma Guzzi se ne esce con i vecchi modelli ridipinti di nero opaco, allo stesso prezzo di prima, facendomi passare qualsiasi frégola che comunque non mi potrei permettere...
Mentre di contro un blog di appassionati motociclisti contribuisce sempre di più a farmi piacere la Bellagio, che se un giorno la Signorina Moto Guzzi piglierà la patente e saremo ricchi (ma dove???) speriamo voglia quella...
Mentre fantastico sulla prospettiva di inizio autunno: meno gente in giro, meno caldo, guida calma e sagre sparse in sella a Ragnola...

si ritorna alle manutenzioni. Disordinarie, d'accordo, ma neanche troppo.
Nell'ordine: il fondo sconnesso del parcheggio a lavoro m'ha fatto schiappare il cavalletto centrale (evidentemente pieno di ruggine e saldato con la gommapane).
Il giorno dopo, prima acquata della stagione nel tragitto (breve) dall'ufficio a casa. Il giacchetto Dainese tiene l'acqua in maniera egregia, i levi's un po' meno, ma vabbè. Parcheggio la moto fuori casa, un'ora di pausa pranzo, e Tizio Incognito, nel passare tra la moto e un'auto parcheggiata accanto mi spezza la freccia destra.

E sì che di ritono da Livorno per il ritiro del foglio rosa ero anche passato da Montenero...

Le due settimane successive, tra un moccolo e l'altro, se ne vanno in cerca dei pezzi. Trovo due frecce e un cavalletto usati grazie al mercatino di quelle persone fantastiche che bàzzicano il forum di Anima Guzzista, e in attesa del pacco mi cimento col fratello architetto nello smontaggio del cavalletto. Altra dose di moccoli conditi con lo svìtol, i dadi cedono, la moto è pronta per il montaggio all'arrivo del pacco.

Il pacco arriva. Lo scorso sabedì mattina l'ho passato a mettere le nuove frecce, che fortunatamente sono più corte (mi sa che son quelle del Nevada nuovo) e quindi meno soggette a rottura (lèggi: stronzi di passaggio). Sono anche riuscito a tagliarmi un dito e a mandare in corto tutto, con una freccia che andava e l'altra no. In base a quanto sopra, giusto per non ritrovarsi il cavalletto in posizione tagliòla sulla mano, rimango in attesa del supporto del fratello architetto anche per il rimontaggio. Che è meglio.

Il supporto è giunto qualche giorno dopo. Lève varie, altra serie di moccoli, e ràgnola è di nuovo su due zampe.

A chiosare il tutto, un allarme rientrato di gocciolatura olio dal cardano. Pozzetta sulla ruota posteriore, strizzata di rito a uno dei dadi, viaggio della speranza e controllo a costo zero da Paparo, che era solo un riabbocco troppo abbondante. Fatto sta che ora l'olio è a livello e non c'è traccia di perdita.
Almeno quella...

Per esorcizzare la Sfiga Potente e meglio prepararmi alle prossime drusciate d'acqua, in accordo con la Signorina Moto Guzzi (il cui marchio a fuoco è ormai in via di guarigione), nel mentre siamo andati ad accattarci, nell'ordine:
giacchetto Spidi antiacqua antivento antitutto per la signora;
sovrapantaloni Spidi antiacqua perché se voglio andare in moto a lavoro tutto l'inverno...
e finalmente, inserto paraschiena per il mio giacchettino Dainese.

Enrico di Mare Moto si è rivelato impareggiabile, come sempre. L'incazzatura è stata quasi assente, nonostante le piccole rogne, risolte e non.

E si progetta una bella gita all'Amiata a festeggiare un'amica che si laurea.

Sta per concludersi l'anno di jella.